È stata una piacevole rivelazione la visione dell’ultimo film di Hikari, pseudonimo di Mitsuyo Miyazaki. Rental Family – Nelle vite degli altri sorprende non solo per la storia che racconta, ma per la delicatezza con cui la regista affronta le tematiche sentimentali e i rapporti tra gli esseri umani. Il sottotitolo italiano è, per una volta, calzante rispetto al contenuto della pellicola.
La narrazione parte da un’usanza giapponese tutt’altro che sentimentale: il noleggio di comparse per coprire ruoli mancanti in contesti sociali rigidi. In un Paese dove il rispetto delle regole e delle tradizioni è fondamentale, agenzie specializzate forniscono attori per interpretare mariti, padri o colleghi, risolvendo situazioni che altrimenti porterebbero all’esclusione sociale. È in questo contesto che si muove il protagonista, Philip Vandarploeug, interpretato da un intenso Brendan Fraser. Attore americano rimasto in Giappone dopo un periodo di successo pubblicitario, Philip inizia a lavorare come figurante per una di queste agenzie, ma la sua sensibilità gli renderà difficile scindere la recitazione dal sorgere di affetti reali per le persone con cui si relaziona.
L’opera conferma il talento di Hikari, qui al suo secondo lungometraggio dopo l’apprezzato 37 Seconds (2019). La regista dimostra un gusto spiccato per la commistione di generi e culture, frutto probabilmente del suo percorso professionale tra il Giappone e gli Stati Uniti. Nel suo cinema, il confronto tra Oriente e Occidente si affianca a una costante attenzione per i temi sociali e familiari, con uno sguardo particolarmente attento verso i bambini, spesso ritratti come più maturi e consapevoli degli adulti che li circondano.
La prova di Brendan Fraser aggiunge un ulteriore strato di profondità al film. Dopo il successo della trilogia de La Mummia e il premio Oscar ottenuto nel 2023 per The Whale, Fraser mette qui la sua vulnerabilità al servizio di un personaggio che cerca calore umano in un mondo di finzioni programmate. Hikari si conferma così una regista capace di sperimentare — come già visto nei suoi cortometraggi dove mescolava animazione e live-action — rimanendo però sempre ancorata a un’indagine emotiva autentica e toccante.
Regia: Hikari (Mitsuyo Miyazaki)
Protagonista: Brendan Fraser
Giappone-USA 2025 – 103 minuti
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