Siamo a maggio inoltrato, la programmazione del mese, pertanto, è già in corso, ma c’è ancora tanto in arrivo.
Maggio si rivela un mese particolarmente “musicale”, sono diversi, infatti i lavori in sala legati ad un artista partendo da Elegia Sabauda, il docu-film sulla carriera di Willie Peyote, passando dal progetto diretto e prodotto da un gigante come James Cameron per Billie Ellish: Hit Me Hard and Soft – The Tour (3D), facendo un salto al metallo pesante di Iron Maiden – Burning Ambition, calmandoci con la dolcezza del concerto-testamento di Ryuichi Sakamoto | Opus e chiudendo con il ritmo travolgente di King Marracash, opera di Pippo Mezzapesa.
Venendo ai grandi nomi internazionali, tra questi spicca sicuramente Amarga Navidad, l’ultimo lavoro di Pedro Almodóvar in concorso per la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2026. Il regista l’ha definito “il film dove sono stato più impietoso verso me stesso”. Altri nomi riconoscibili dal pubblico italiano sono sicuramenti quelli di Hugh Jackman e Emma Thompson coinvolti in una commedia di pecore parlanti, Pecore sotto copertura (ma non sarà l’unico film con animali che si prendono la scena). Ritroviamo anche la “diavolessa” Anne Hathaway in Mother Mary. Mentre Sacha Baron Cohen (l’indimenticabile Borat) e Rosamund Pike sono i protagonisti di Ladies First. Ritroviamo un canuto Dustin Hoffmann e una comparsata di Jean Reno in Tuner – L’accordatore, di Daniel Roher (premio Oscar per Navalny nel 2023 come miglior documentario).
Massiccia la compagine che occupa le fila dei film internazionali: Manas – Sorelle l’esordio al lungometraggio cinematografico della regista brasiliana Marianna Brennand Fortes (Brasile). Il nuovo e assolutamente inaspettato Dracula di Radu Jude (Romania). Noi due sconosciuti, della norvegese Janicke Askevold (Norvegia). Tre chilometri alla fine del mondo, di Emanuel Parvu (Romania). E i figli dopo di loro, di Ludovic Boukherma e Zoran Boukherma (Francia). Le tigri di Mompracem, di Alberto Rodriguez (Spagna). Lo sguardo misterioso del fenicottero, di Diego Céspedes (Cile). Kartavya – Senso del dovere di Pulkit (India). Hiedra di Ana Cristina Barragan (Ecuador). L’amore che rimane, di Hlynur Palmason (Islanda). Hen – Storia di una gallina di György Pálfi (Germania, Grecia, Ungheria). Il silenzio degli altri, di Eva Libertad (Spagna). No good men, di Shahrbanco Sadat (Danimarca ma ambientato a Kabul). Don’t let the sun, di Jacqueline Zünd (Svizzera, Italia).
Non da meno gli italiani tra i quali spicca il gradito ritorno di Francesca Archibugi con Illusione con Jasmine Trinca e il ritorno sul grande schermo di Silvio Orlando con Barbara Ronchi in Antartica – Quasi una fiaba della regista Lucia Calamaro. In occasione del 90° anniversario della sua morte, Quasi Grazia, di Peter Marcias, omaggia la scrittrice premio Nobel, Grazia Deledda. Ma non è finita qui. L’amore sta bene su tutto, di Giampaolo Morelli. Il tempo è ancora nostro, di Maurizio Matteo Merli. La bolla delle acque matte, di Anna Di Francisca. Il principe della follida, di Dario D’Ambrosi. Manipulation, di David Balda. A pranzo la domenica, di Mariella Sellitti. Io non ti lascio, di Fabrizio Cattani. Spyne, di Anna Antonelli. Innamorarsi e altre pessime idee, di Simone Aleandri.
Per chi è alla ricerca di “altre visioni” o di rivedere qualche capolavoro sul grande schermo, può cercare l’uscita del documentario dedicato a Lucio Fontana, The Final Cut, nelle sale solo tre giorni, il 25, 26 e 27 maggio, con la voce narrante di Miriam Leone. Oppure optare per una sorta di binge-watching con Kill Bill: The Whole Bloody Affair che per la prima volta porta sul grande schermo Kill Bill Volume 1 e Volume 2 insieme, così come aveva pensato il film il regista Quentin Tarantino. Anche questa è un’operazione “a tempo”: solo sette giorni di programmazione dal 28 maggio al 3 giugno. Chi vuole ripercorrere un pezzo della storia dei migranti italiani, apprezzerà il documentario Un sogno italiano di Fausto Caviglia. Mentre per capire il funzionamento di una campagna presidenziale statunitense, può trovare risposte in The Lunch – A letter to America, di Gianluca Vassallo. Gli amanti dell’opera del regista giapponese Hirokazu Kore’eda sanno che il suo nuovo film fa verrà presentato in anteprima durante l’imminente 79° Festival di Cannes. Chi vuole fare un “ripasso” sul grande schermo dei suoi film d’esordio, ili 14 maggio può trovare nelle sale, Maborosi – I bagliori dell’anima, mentre il 25 26 e 27 maggio è il turno di Nobody Knows. La rassegna continuerà anche nel mese di giugno con Still Walking e Wonderful Life. Ma ce n’è ancora: Yalla Parkour, per esempio, documentario della regista palestinese Areeb Zuatier. Con la pioggia dentro, di Matteo Berruto sul cantautore e musicista, ex C.S.O., Giorgio Canali. Gli appassionati di The Mandalorian non mancheranno l’appuntamento con The Mandalorian and Grogu.
Horror e altri generi: Mortal Kombat II, Millennium Actress, Genrazione Fumetto, Obsession, Aldair, cuore giallorosso, Passenger, Backrooms, Il regno di Kensuke.
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